La gra di Moghegno ricomincerà a fumare

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La tradizione si era bruscamente interrotta lo scorso mese di novembre, quando, il giorno prima dello scarico, la gra ha improvvisamente preso fuoco. Diversi quintali di castagne, che da tre settimane erano state adagiate sul graticcio per venir essicate, sono letteralmente andati in fumo.. anzi, di più… sono state ridotte in cenere.

Il tempestivo intervento dei proprietari delle case vicine e di alcuni volonterosi passanti, hanno però evitato il peggio: la struttura non è stata compromessa e quindi i lavori di ristrutturazione hanno potuto essere avviati da subito, anche perché la gra era stata assicurata. Dopo la trafila burocratica inerente la licenza di costruzione i lavori possono  finalmente prendere il via. Oltre alle sostituzione di alcune piode del tetto, rottesi conseguentemente al calore sviluppato dall’incendio, devono venir ripristinate le travi portanti, fortunatamente solo “affumicate” ma ancora intatte. Si devono ricostruire le porte e cambiare alcune traversine tra un trave portante e l’altro. Il graticcio dove erano appoggiate le castagne invece è bruciato completamente e quindi viene sostituito, come pure la lamiera posta sopra al focolare per diffondere il calore in modo più uniforme.

Ecco alcune fotografie.

          

Grazie a questa ristrutturazione la gra potrà rimettersi a funzionare e con la gra anche l’attività didattica organizzata dal Centro natura Vallemaggia con le scuole elementari del locarnese. Grazie anche al sostegno degli enti locali (Patrizato di Moghegno, Comune di Maggia, OTR-LVM), dell’Ufficio forestale VII circondario, delle associazioni APAV, AFOR, Silforst, Quattro passi e dei numerosi amici volontari della gra, la tradizione potrà rivivere.

Ogni anno in ottobre la gra viene caricata con circa 500-700 kg di castagne, poste sul graticcio, da parte di scuole, enti pubblici, associazioni e privati, e viene acceso il fuoco nel locale sottostante. Il viene ravvivato quattro-cinque volte al giorno dai volontari, con prevalentemente legna di castagno, senza che tuttavia si formi la fiamma viva. Il fuoco viene mantenuto “soffocato” utilizzando le ceneri e le bucce delle castagne (püscia) dell’anno precedente affinché venga prodotto molto fumo. Ogni tre giorni le castagne vengono girate in modo da essiccarle in modo omogeneo.

Dopo tre settimane avviene la giornata dello scarico: una festa per le classi di scuola elementare iscritte all’animazione!

Nella prima parte della giornata, generalmente due turni di 5-6 classi ciascuno si succedono in un percorso didattico a postazioni. La postazione più ludica per gli scolari è quella in cui le castagne vengono scaricate dalla gra in sacchi di tessuto e battute su ceppi di castagno, per far sì che le bucce vengano separate dal frutto, ormai essiccato. Dopo questa operazione le castagne e le bucce sono vagliate nel caratteristico val, dalle braccia esperte di Michela, Debora, Maruska e Rachele. Segue la scernita, eseguita dai volontari aiutati dai ragazzi delle scuole elementari.

Le altre postazioni, situate nel nucleo e nel bosco di Moghegno, permettono agli scolari di conoscere la selva castanile, dalla quale proviene una parte delle castagne caricate, grazie alle spiegazioni dell’ingegnere forestale Thomas Schiesser, Ufficio forestale VII circondario, per poi raggiungere Mirko, che presenta ai ragazzi le castagne come prelibatezza per alcune simpatiche specie di insetti (balanini), e Violaine Yerly, al mulino patriziale, che mostra a scopo didattico il funzionamento di questo antico ingegnoso strumento per permettere la macinatura e quindi la conservazione di questa materia prima. La farina veniva conservata in edifici appositi, costruiti nel nucleo di Moghegno nel XV secolo: le torbe. Esse sono presentate da Chiara Andreocchi, rappresentante dell’APAV.
Nel pomeriggio i volontari terminano la scernita e nei giorni seguenti le castagne essiccate sono consegnate alle varie classi partecipanti. La resa, dopo il periodo di essiccatura è quantificata in circa 30%. Una parte dello scarto è data dall’evaporazione dell’acqua contenuta nelle castagne fresche, una parte dalla buccia e una parte dalle castagne scartate perché di cattiva qualità. A questo proposito bisogna specificare che le castagne caricate sulla gra devono essere ben asciutte e senza muffe. La termizzazione o novena, per evitare che eventuali insetti ingordi possano abbuffarsi, è consigliata.

Ecco alcune immagini risalenti agli scorsi anni, prima dell’incendio.

        

 

Lo scorso 25.5.2021 è stato pubblicato un articolo sul giornale “La Regione” a proposito del restauro. Clicca qui per leggere l’articolo.

Lo scorso 30.8.2021 è invece stato pubblicato un articolo sul Corriere del Ticino, sempre a questo proposito. Leggi l’articolo del CdT.

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