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All’inizio del mese di marzo si è svolta un’importante attività, promossa dal CNVM, che ha visto protagonisti gli anfibi che vivono nel nostro territorio, precisamente nei Ronchi tra Lodano e Moghegno.

Questa importante azione, ripetuta gli anno, consiste nella posa di speciali barriere, nei prati a valle della strada forestale Moghegno-Lodano, per impedire agli anfibi, durante le migrazioni primaverili, di raggiungere la strada carrozzabile. Spesso a monte della stessa sono stati costruiti dei muri di contenimento insormontabili per questi animali, che non riescono più a tornare nel loro ambiente naturale e sono bloccati sulla strada, che può diventare una trappola mortale!

Queste barriere servono perciò a bloccare gli anfibi prima che raggiungano la trappola fatale. Nelle ronde giornaliere che organizziamo dopo la posa delle barriere per tutto il periodo della migrazione raccogliamo gli animali e li portiamo al di là della strada forestale, così che possano continuare il loro percorso in tutta sicurezza.

Ma quali sono gli anfibi che abitano il nostro territorio? Lo abbiamo chiesto al dr. Tiziano Maddalena, esperto Kärch Ticino e pure membro di comitato del CNVM.

“Rana e rospo comunemente si potrebbe pensare che si tratti di una specie unica, femmina e maschio, ma in effetti non è così.

La rana che vive in Vallemaggia è la Rana Rossa (in latino Rana temporaria). A differenza di quanto dice il nome, questa specie non è sempre rossa, può essere anche di altri colori, anche se non è mai verde! La rana verde è un’altra specie pure presente a Lodano, che però migra in un altro periodo. La sua pelle è abbastanza liscia, con due pieghe che corrono su tutto il dorso, e una tipica macchia scura dietro all’occhio. All’interno di questa macchia scura si nota un cerchio rotondo: è il timpano dell’orecchio.

Il Rospo comune (in latino Bufo bufo) ha invece una corporatura più massiccia e goffa rispetto alla rana, ha la pelle verrucosa, delle grosse ghiandole di circa 1 cm dietro all’occhio. L’occhio ha un’iride color arancione-oro, e non ha la macchia nera dietro l’occhio.

Entrambe le specie abitano i boschi tra Lodano e Moghegno e migrano annualmente verso lo stagno in golena per deporre le uova.

Quando vanno allo stagno è il maschio (che è molto più piccolo della femmina) che sta sopra alla femmina e si fa portare. Può accadere che gli esemplari facciano confusione e un maschio salti sul dorso di un altro maschio. A quel punto il maschio sotto si fa sentire lanciando dei gridi per segnalare all’altro l’errore e stimolarlo ad andarsene.

La riproduzione, sia per le rane sia per i rospi, avviene nello stagno ed è una fecondazione esterna. La femmina rilascia nell’acqua le uova che ha dentro, queste si gonfiano e il maschio rilascia il suo sperma sopra le uova, per fecondarle.

Le uova dei rospi sono dei cordoni lunghi e gelatinosi che si attaccano alla vegetazione. Le uova di rana invece sono degli ammassi gelatinosi spesso rilasciati a mucchi a bordo stagno. Ovviamente con questo sistema ci sono diversi maschi che riescono a fecondare le uova per cui in un medesimo ammasso di uova o cordone di una femmina ci saranno probabilmente diversi papà.

Una volta deposte le uova, le femmine ritornano nel bosco da sole (salvo se c’è in giro qualche maschio “appiccicoso” che si adagia sul loro dorso) per cui sostano nello stagno solo pochi giorni. I maschi invece rimangono più a lungo, anche un mese o due, sperando di poter fecondare un gran numero di uova. Talvolta accade che i maschi decidano di avviarsi da soli verso lo stagno, con alcuni giorni di anticipo, per essere pronti quando arriveranno le femmine. Le femmine vanno allo stagno solo se hanno delle uova da deporre e questo non avviene tutti gli anni; di conseguenza nello stagno molti più maschi che femmine.

Rospi ammassati su una femmina (Erdkrotenballe) (foto: Rachele Gadea-Martini)

Proprio per questo motivo, soprattutto per quanto concerne i rospi, appena una femmina giunge allo stagno si genera un gran trambusto, dato che tutti i maschi cercano di aggrapparsi a lei per poterne fecondare le uova e letteralmente si “inglobano” con la femmina (formano una specie di pallone, “Erdkrotenballen” in tedesco). In questo caso una femmina potrebbe ritrovarsi con una decina di maschi sulla schiena impegnati a scacciarsi tra di loro, emettendo dei versi acuti per avvertire i contendenti che loro non sono femmine e intimarli a farsi da parte.

Per quanto riguarda le rane rosse, i maschi sono più tranquilli e cantano in coro nello stagno tutti assieme (si sente un ronzio continuo). Al momento però che la femmina depone le uova si crea anche in questo caso una grande agitazione e tutti cercano di fecondare più uova possibile. Il periodo di riproduzione delle rane rosse è concentrato in poche settimane favorevoli.

Il ritorno degli esemplari di rane e rospi dallo stagno verso il bosco si svolge in solitaria e va a ondate. Talvolta si trovano maschi sul sentiero e si potrebbe pensare che vogliano tornare verso il bosco. È però possibile invece che si siano solo appostati, anche per parecchie ore, in attesa dell’arrivo di una femmina, con l’intenzione di tornare allo stagno in dolce compagnia.

Barriere speciali (foto: Vanessa Hohl)

Al ritorno verso il bosco sia i rospi sia le rane sono bloccati dalle speciali barriere. Lungo le barriere sono stati interrati alcuni secchielli, nei quali gli animali possono cadere. Questi esemplari possono essere aiutati prendendoli con le mani e rilasciandoli oltre la strada carrozzabile, verso la montagna. Le rane hanno la pelle abbastanza sensibile e per non rovinarla è meglio avere le mani umide o indossare dei guanti monouso.

Verso l’inizio di maggio la stagione della migrazione si conclude.

È un periodo molto interessante per una visita allo stagno. Molti girini di rospo sono già nati; sono neri neri, si ammassano in gruppi per cercare calore e cibo, ma anche per proteggersi contro i predatori. Altri girini, invece, devono ancora nascere: ci sono ancora parecchi cordoni di uova appesi alla vegetazione. Tra poco nasceranno e quindi la popolazione dello stagno sarà molto eterogenea: ci saranno girini piccoli piccoli, altri più grandi e poi i girini delle rane, ancora più grandi, ma meno appariscenti.”

 

Grazie mille a Tiziano per le esaustive spiegazioni. Hai altre domande riguardanti il tema? Non esitare!! Scrivici una mail a info@cnvm.ch o posta un commento su Facebook!

Rana maschio adagiata su una rana femmina (foto: Vanessa Hohl)

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