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Passeggiando lungo i nostri corsi d’acqua può capitare di imbattersi in una specie di serpente innocuo molto particolare: la natrice dal collare.

Il nome scientifico della specie che popola il nostro territorio è Natrix natrix helvetica, simile alla Natrix natrix natrix presente perlopiù nella Svizzera settentrionale.

Si distingue dai serpenti velenosi soprattutto per la forma degli occhi: infatti la natrix helvetica possiede una pupilla rotonda. La parte superiore del corpo è caratterizzata da grandi scaglie e il colore del corpo è variabile tra grigio chiaro e nero. La particolarità di questo serpente, che ha pure dato il nome alla specie, è il tipico collare, un disegno di colore giallo avente una forma a cornetti sulla nuca, molto contrastante da un secondo cornetto di colore nero. Gli esemplari della sottospecie helvetica si distinguono dagli altri per la presenza di barre scure trasversali e laterali su tutta la lunghezza dell’esemplare.

La Natrix natrix helvetica può raggiungere fino a 140 cm negli individui femminili, mentre i maschi sono più piccoli e raggiungono raramente il metro di lunghezza.

La natrice dal collare occupa tutto il territorio svizzero fino ai 2000 m s.m., laddove trovi disponibilità di nutrimento e di nascondigli nei quali rifugiarsi, svernare e deporre le uova. Vive soprattutto lungo i corsi d’acqua, ma non disdegna neppure radure, siepi e margini boschivi. All’interno del territorio si sposta parecchio ed è raro osservare lo stesso animale per molto tempo nello stesso luogo. Questo serpente è un buon nuotatore che, in caso di pericolo, di norma si getta in acqua e vi si immerge.

L’accoppiamento ha luogo solitamente in maggio e le uova vengono deposte in luglio all’interno di mucchi di composto o di letame, laddove è caldo e umido. A dipendenza delle dimensioni della femmina, il numero delle uova può variare da 10 a 30, in casi estremi può arrivare fino a 50. I nuovi nati, della lunghezza di circa 20 cm, sgusciano verso la fine di agosto.

La Natrice dal collare ha molti nemici naturali (rapaci, aironi, gatti, volpi, faine ecc.) e non è in grado di difendersi. Per questa ragione l’animale è molto timido e fugge al minimo segnale di pericolo. Se ciò non gli riesce, spesso tenta di scoraggiare l’aggressore appiattendo la testa, fischiando forte e fingendo di voler mordere. Veri morsi sono peraltro molto rari e assolutamente innocui. Se afferrata, la biscia espelle una sostanza maleodorante dalla cloaca. Talvolta si finge morta, rivoltandosi sul dorso con la bocca aperta e la lingua penzoloni.

La Biscia dal collare si nutre principalmente di anfibi e pesci, occasionalmente anche di topi e lucertole, ingerite vive, di norma iniziando dalla parte posteriore.

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