Lotta contro le neofite invasive

Come e dove si interviene
Il progetto di lotta contro le neofite invasive, iniziato nel 2017 in Val Bavona e portato avanti nel 2018 nel resto del Comune di Cevio, è continuato anche nel 2019 e si sono già poste le basi per il 2020. Con il sostegno del Comune di Cevio, della Fondazione Valle Bavona e del Dipartimento del territorio (UNP, SPAAS e Ufficio forestale VII circondario), il CNVM ha potuto assumere un operaio specializzato per la durata di 6 mesi a tempo pieno, Filippo Nicoli, che ha potuto intervenire con una frequenza quasi quindicinale con lo strappo delle piantine in ogni focolaio di poligono del Giappone presente sul territorio.

Alcune particolarità riguardo alla pianta
Il poligono del Giappone è una pianta invasiva e rappresenta una seria minaccia alla biodiversità.
La proliferazione della pianta avviene molto velocemente e grazie a una riproduzione vegetativa, per frammentazione dei fusti o delle radici (ne basta un pezzetto di 1.5 cm per formare un nuovo nucleo) a seguito di eventi alluvionali o rimaneggiamenti da parte dell’uomo. Per questo motivo il Poligono del Giappone si situa perlopiù nelle zone golenali o nei pressi di depositi di materiale.

Risultati degli interventi fino al 2019 e progetto 2020
I risultati della lotta al poligono in questi primi anni di intervento sono ottimi, addirittura sorprendenti, e questo lo si può chiaramente vedere dai grafici sottostanti.

 

Si può notare una netta diminuzione del volume di materiale raccolto, sia durante una singola stagione, sia da un anno all’altro. Nel 2019, a fine stagione in Val Bavona praticamente non cresceva più alcuna piantina, mentre sul fondovalle del Comune di Cevio i focolai sui quali siamo intervenuti erano ridotti all’osso. Purtroppo però in quest›ultimo comparto non siamo riusciti a lavorare su tutti i focolai esistenti. Tre in particolare sono stati trattati con un numero minore di interventi. Questi focolai erano talmente grandi che il nostro operaio avrebbe dovuto occuparsi solo di questi e non avrebbe potuto portare avanti il progetto come previsto. Per questo motivo per il 2020 è previsto che Filippo venga impiegato per un periodo più prolungato durante la stagione, così che possa iniziare con lo strappo delle parti secche prima dell’inizio della stagione vegetativa e che abbia poi il tempo di occuparsi dei focolai indeboliti già dagli interventi degli scorsi anni e di quelli ancora vigorosi, oltre che naturalmente a tutti gli altri già trattati negli scorsi anni.

È richiesto l’aiuto da parte della popolazione!!!
Per il 2020 è stato preparato un foglio informativo per tutta la popolazione di Cevio, la quale viene invitata a collaborare con il CNVM nella lotta contro questa specie invasiva: è importante infatti che i focolai non vengano tagliati dai privati e soprattutto che non vengano rimaneggiati o portati in discariche, perché basta anche solo un piccolo frammento di rizoma perché la pianta si possa diffondere. E’ molto importante che il lavoro svolto dall’operaio venga rispettato, come pure i cartelli e i nastri segnaletici da lui posati.
Siamo sulla buona strada per riuscire a debellare questa specie invasiva dal Comune di Cevio e nei prossimi anni vorremmo poter collaborare anche con i Comuni di Maggia e Avegno-Gordevio, perché anche in Bassa Valle la specie è molto presente e la problematica è sentita.

La realizzazione del progetto è affidata al Centro natura Vallemaggia con il sostegno e la collaborazione di:

  • Dipartimento del territorio del Cantone Ticino (UNP, SPAAS, Ufficio forestale VII circondario)
  • Comune di Cevio
  • Fondazione Bavona

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